Scritto da
Antonio Consoli e archiviato in
democrazia,
mafie il 20 Ottobre 2008 |
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Oggi ho firmato la petizione lanciata da Repubblica.it per lo scrittore Roberto Saviano. Su Esquisse ho più volte parlato di Roberto Saviano e di mafia in generale, e chi mi conosce sa quanto stimi il lavoro dello scrittore napoletano e quanto apprezzi in generale chi si occupa di mafia, collusioni con la politica, malaffare e tutto quanto ingessa e affanna questa nostra penisola.
La petizione è stata sottoscritta da sei premi Nobel. Tutti i tg di oggi ne hanno parlato. Dario Fo, Rita Levi Montalcini, lo scrittore turco Pamuk, lo scrittore tedesco Grass, Tutu e Gorbaciov. Le firme raccolte, nel momento in cui scrivo, sono 101635. Un numero sorprendente, data anche la rapidità con la quale gli utenti di Repubblica.it hanno sottoscritto l’appello.
Riporto di seguito il testo dell’appello e vi invito a firmare, se già non l’avete fatto.
Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - “Gomorra” - tradotto e letto in tutto il mondo. E’ minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, “Repubblica”, e di tacere.
Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E’ un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.
Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.
[L'immagine di copertina è tratta da repubblica.it]