Segnalo questa bella recensione di Antonio Pagliaro al libro Cacciatore di mafiosi edito da Mondadori, libro che cercherò di leggere al più presto.
Recensione fulmine per chi va di fretta: questo è il più bel libro di mafia che io abbia letto negli ultimi anni. Segue recensione non fulmine.
Pietro Romeo, soldato di Leoluca Bagarella, non intende “farsi l’incastru pi ’sti quattru cornuti”. E’ in stato di fermo davanti al procuratore Sabella. Pietro Romeo è un gigante, pesa più di cento chili. Si capisce subito che può uccidere a mani nude. Questo, infatti, era il suo compito: strangolare. Adesso è di fronte alla scelta: ergastolo o collaborazione. E decide di collaborare. Romeo è un uomo forte che racconta di aver avuto paura una sola volta. Prima di affiliarsi a Cosa nostra era un ladro. A Bagheria ruba un camioncino di sigarette e, nella fuga, dimentica il cassone semiaperto. Quando incrocia un corteo funebre, accelera per evitarlo. Non ci riesce: la maniglia dello sportello spalancato aggancia una corona di fiori - “Per il mio amato cognato” - e la trascina con sé. I parenti del morto iniziano un folle inseguimento. “Ammazzatilu ’stu crastu”. Romeo è terrorizzato, abbandona il camion e riesce a dileguarsi. Convinto di avere attratto su di sé una grande sfortuna, sull’episodio non dormirà a lungo. Poi entra in Cosa nostra e inizia la carriera di omicida senza armi, fino alla cattura e al pentimento. Romeo collabora e fa prendere tre latitanti la stessa notte del suo arresto. A Roma, fa recuperare un quintale di esplosivo. T4 e semtex destinati, nell’ambito della “trattativa” del 1993, alla Torre di Pisa. “Se un giorno Pisa si trovasse senza la Torre” si raccontavano i capimafia... continua
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