[...] Storie del tutto simili a quella di Emanuele Patanè, il 29enne ricercatore che prima di morire per un tumore al polmone ha affidato al suo diario il drammatico racconto di quei suoi anni di lavoro in un ambiente killer e dell’ultimo stadio della sua malattia vissuta nell’assoluta indifferenza di quanti, vertici dell’Università e responsabili della Facoltà, ben sapevano non solo del mancato rispetto delle più elementari norme a tutela della salute ma anche della già lunga lista di vittime e di ammalati. Come dicono gli stessi magistrati negli atti dell’indagine che ha già portato al sequestro del laboratorio, e all’invio di otto avvisi di garanzia per disastro ambientale nel troncone d’inchiesta che presto verrà unificato con quello per omicidio colposo plurimo.
“La cosa che colpisce moltissimo - osservano in Procura - è la giovane età di gran parte delle vittime: quasi tutti ragazzi tra i venti e i trent’anni”. Che in quel laboratorio si specializzavano o affrontavano le loro esperienze di dottorato o di ricerca. [...]
Via | Repubblica.it
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