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Blog gratis per il tuo ristorante grazie a eRistor...

Ho pensato di offrire a un solo ristoratore l’opportunità di sviluppare un progetto serio di corporate blogging per la sua attività. Le condizioni sono tutte riportate in questo post. Quello che mi interessa è trovare qualcuno seriamente motivato e aperto alla conversazione e al dialogo con i suoi clienti.

Offrirò tutto, dalla grafica alla consulenza per un anno intero. Meno il dominio, che dovrà essere a carico del ristoratore.

Live Facebook e CNN per l’insediamento di Ob...

E’ straordinario poter guardare in diretta l’insediamento di Barack Obama grazie all’infrastruttura messa su da CNN. Bella anche l’integrazione di Facebook che ti permette di discutere della cosa con gli amici in contemporanea.

Il link è questo.

Restyling...

Lo chiama(va)no modern. E’ diventato Glossy Black. E sopra - al posto di quella sfera - deve andarci un logo mio.

Nel latte della madre. Una splendida poesia di Fil...

[Nessuna presentazione per Filippo Tuena. Se mi seguite, sapete già quanto apprezzi la sua prosa. Oggi ho letto questa sua poesia. E non necessita di un mio giudizio. Su Gaza potrebbe non essere aggiunto altro.]

Nel latte della madre

Prediligo postazioni rialzate,
Battute dal vento, anche se pericolose
Per i colpi vaganti o l’ingordigia dei cecchini
Che prima della fine del turno
Vogliono ancora una volta far centro.

Ma in queste notti arabe
Sono i cumuli di macerie che m’aggradano di più
Perché a volte, sotto, li sento ancora lamentarsi,
Con voce sempre più sottile o insistente pervicacia.

Eppure moriranno entro pochi minuti
Ed è inutile affannarsi a sollevare le pietre,
Scalzare travi, rotolare macigni.

E’ la polvere che li condanna. S’incolla alla gola
O alle ferite sanguinanti e li sigilla come
Statue di gesso o sale. Immobili. Fermàti nel tempo
Come i calchi degli schiavi di Ercolano.

Per esperienza so che, passata l’orda,
Li ritroveranno quando spianeranno le macerie,
Solitamente avvinghiati alle madri.
Del resto il loro mondo era davvero poca cosa:
Un seno un poco avvizzito, un battito rassicurante del cuore.

Askenazita di Bolechov che hai pigiato il bottone,
Palestinese di Hebron che hai caricato il mortaio,
Texano di Dallas che hai il grilletto facile,
Talebano di Kabul che hai il coltello affilato:
Non cucinerai l’agnello nel latte della madre.

Filippo Tuena, 15 gennaio 2009

Guerrilla radio...

C’è un solo posto dove adesso puoi andare per vedere, leggere, informarti, piangere e indignarti. E’ questo.

E tutto quanto proverai, sarà sempre poco meno di niente rispetto alla sofferenza della gente palestinese. Perché la questione non è chi ha tirato i razzi per primo. Queste sono cazzate. La questione è che centinaia e centinaia di donne e bambini e ragazzi stanno morendo e migliaia di altre persone stanno soffrendo, piangendo, provando una paura che rende tutti gli altri discorsi di questo cazzo di mondo inutili. E io ho paura di quel che nasce dalla sofferenza.

Segnalo anche questo documento importantissimo. Grazie a Milvia Comastri e Filippo Tuena.

La storia (breve) di un paese del sud che potrebbe...

Rosarno è uno dei tanti paesi agricoli del Meridione dove gli immigrati sono sfruttati. Ma è anche l’unico dove, fin dal 1992, sono vittime di sconcertanti episodi di violenza gratuita. Eppure la storia del paese è molto contraddittoria, ed ha vissuto momenti eroici, anche recenti, di lotta alla mafia ed al latifondo. Il presente, invece, è segnato dal rituale degli inverni a base di violenza razzista

continua su Terre libere

[Sudd, con due d, come nome di questa nuova categoria non è un errore. ac]

Pentiti di niente, di Antonella Beccaria. Stampa A...

E’ uscito un nuovo e interessante libro (con prefazione di Valerio Evangelisti) di Antonella Beccaria, giornalista e blogger di Xaaraan. Di lei vi ho forse parlato un’altra volta, non ricordo, ma se l’ho fatto vi avrò certamente detto che il suo è uno dei blog che leggo con maggiore frequenza e che è una delle pochissime giornaliste che fa bene il suo lavoro. Sa scrivere. Sa indagare. Sa raccontare fatti e retroscena. Il titolo del libro è Pentiti di niente ed è edito da Stampa Alternativa ma distribuito con licenza Creative Commons. Questo significa che potete acquistarne una copia cartacea o che potete scaricarne la versione digitale. Entrambe le cose possono essere fatte dal sito di Antonella o da quello della casa editrice. Non dovrebbe essere difficile trovare i link giusti.

Seguendo questo link potete leggere una sua interessante intervista. Per quanto mi riguarda, ne riparlerò appena ne avrò terminato la lettura.

Quando una libreria chiude...

Avevo letto proprio ieri, nel blog letterario del giornalista spagnolo Juan Cruz, un post dedicato alla chiusura di un’antica libreria, la Libreria Miranda, 104 anni e punto di riferimento per il dibattito letterario e culturale del Tenerife e non solo. Quando chiude una libreria, si diceva ancora in quel post, succede qualcosa alla società intera perché perde un luogo di dibattito, di discussione, di crescita. Questo, che a volte può suonare come sentimentale e fine a se stesso, è certamente vero per tutte quelle librerie che negli anni sono riuscite a costruire un tessuto fitto di relazioni tra persone appassionate e avide di cultura e parole da leggere. In tutti questi casi, credo, è certamente vero che la società (tutta) perde qualcosa.

Così, quando stamattima ho letto il post di Remo sulla chiusura della libreria di Tecla Dozio e poi il post stesso della Dozio (che non conosco personalmente, ma che è come se fosse anche una mia amica in qualche modo), ho pensato che noi tutti stavamo perdendo qualcosa.

Tecla Dozio ha raccontato le difficoltà, i problemi. Una libreria, oggi giorno, sopravvive a fatica. Soprattutto se a qualche chilometro un colosso della grande distribuzione propone bestseller con sconti che vanno dal 15% e la maggiorparte dei tuoi clienti legge un libro l’anno e quel libro è proprio quel bestseller di cui si è parlato anche in TV. Insomma, si capisce subito che è una battaglia difficile. Un’impresa titanica. Una lotta tra gladiatori ed ebrei.

Posso esprimere il mio rammarico (nella comprensione del gesto) e la speranza - enunciata anche da Remo Bassini - che Tecla Dozio ritorni con nuove iniziative. E voglio pure augurare, alla signora del giallo, buon lavoro, per il lavoro che fa come direttrice della collana dei gialli presso la casa editrice Todaro.

Ultima cosa. Tecla Dozio ha messo in vendita i libri posseduti in libreria anche online con lo sconto del 30%. Il sito è questo, http://www.comprovendolibri.it.

Notizie dai progetti - aggiornamenti brevi...

Breve aggiornamento dai vari progetti.

QuintaW, il sito dei comunicati stampa, è partito e comincia a raccogliere qualche adesione. Ci tengo a sottolineare che lo sviluppo del progetto sarà necessariamente lento, in quanto la selezione delle fonti sarà molto rigorosa e le richieste d’iscrizione saranno analizzate una per una. L’obiettivo, infatti, è quello di fornire uno spazio di qualità per tutti quei giornalisti che sono alla ricerca di notizie di prima mano.

Ho creato oggi il gruppo su Facebook del progetto eRistoranti.net, e ho rimesso in moto il forum, cercando coinvolgere altre figure professionali. Finora ci sono state una decina di iscrizioni spontanee, ma è chiaro che il numero deve ancora crescere e di molto. So anche che un progetto di questo tipo richiede molto tempo, ma so anche che sto dedicando a eRistoranti.net nel suo complesso molte ore di lavoro. Vi terrò aggiornati.

Il portale degli annunci immobiliiari, Annunci-Immobili.info, ha già attirato l’attenzione di alcune agenzie immobiliari che mi affiancheranno nella definizione delle sue funzioni nella prima fase della sua vita: la fase beta. Il blog ha come obiettivo quello di creare dialogo tra gli agenti immobiliari, e anche in questo caso (leggendo alcune discussioni su blog di agenti immobiliari o su alcuni gruppi su facebook) si avverte una certa resistenza ad aprirsi. Io credo che le professioni, tutte, abbiano bisogno oggi di un canale in più, il web, e che sulla base delle regole di questo debbano modificare gli assetti originali. Il dibattito sulla essenzialità degli agenti come figure importanti della filiera immobiliare è molto acceso (c’è chi vedrebbe molto favorevolmente la loro scomparsa), mentre io credo che l’agente immobiliare continuerà ad avere senso solo se si adatterà, solo se si evolverà.

E per il momento è tutto.

Senza fermarsi - Parole dal viaggio | Azimut edito...

Avevo già parlato del libro Senza fermarsi - Parole dal viaggio edito dalla Azimut. O meglio, vi avevo detto di averlo ricevuto. Poi ci sono state le tante cose da fare a occupare gran parte del mio tempo, le appena trascorse festività e un po’ di altra roba. Insomma, pur avendolo finito da tempo, non avevo ancora avuto la possibilità di parlarne. Rimedio subito.

Premessa: mi piacciono le raccolte di racconti. Sia quelle di un solo autore che quelle corali. Amo il racconto breve, amo scrivere racconti brevi (ahimè, sempre più di rado). Seconda premessa: amo il racconto di viaggio.

Nel caso della raccolta di racconti di cui sto parlando oggi, però, non si tratta di racconti di viaggio, bensì di racconti dal viaggio. Differenza sostanziale. Quel dal sposta del tutto il punto di vista, la prospettiva. E fornisce l’occasione agli scrittori coinvolti di parlare di se stessi, di fatti, di avvenimenti, avendo come sfondo un luogo e un viaggio intrapreso. Da questo punto di vista, la raccolta risulta molto interessante.

Fatte queste premesse e detto pure che i racconti sono 19 (stesso numero di scrittori coinvolti), devo aggiungere che la raccolta nel suo complesso non mi ha del tutto convinto. Non me ne voglia la Azimut, nè Fabio Pierangeli che l’ha curata. Tra gli ottimi racconti di Massimo Cacciapuoti, Giuseppe Conte, Giuseppe Lupo, ne compaiono altri che non mi hanno attratto sin dalle prime righe come i due pezzi di Alessandro Hellman o quello di Dario Buzzolan, un racconto con una buona scrittura (a tratti) che tradisce comunque l’assenza di un’idea che sia in grado di sostenerne la pur leggera impalcatura.

L’articolo di Eraldo Affinati, in fine, secondo me, poco si abbinava alla struttura globale del progetto, pur essendo meritevole di essere letto - appunto - come articolo a sè.

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