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21 giorni...

Muore Haddish, che ha vent’anni, ed è il prino. Continua a vomitare da ventiquattr’ore, sta male, si lamenta prima della fame poi solo della sete. “Mai”, acqua. Lo ripete continuamente. Anche Titti ripete “mai” nella testa, c’è solo acqua intorno a loro, eppure stanno morendo di sete, non riescono a pensare ad altro. Due ragazzi, Biji e Ghenè, si danno il turno a sorreggere Haddish, altri fanno il turno in piedi per lasciargli lo spazio per distendersi, uno sale persino sul motore. Dopo il tramonto tutti lo sentono piangere, urlare, gemere, poi non sentono più niente e non sanno se si è addormentato o se è morto. “E’ arrivato - dice all’alba Ghenè - noi siamo in viaggio e lui è arrivato”. I due giovani prendono Haddish per le spalle e per i piedi, dopo avergli tolto le scarpe, e lo gettano in mare. Le ragazze piangono, una donna canta una nenia sottovoce.

Link

14 luglio | Sciopero di blogger e giornalisti...

Questo blog aderisce allo sciopero organizzato da blogger e giornalisti proposto da Alessandro Gilioli.

Il 14 luglio vigerà il silenzio, in questo e in molti altri blog, così come sulla carta stampata. Mi auguro che molti amici blogger vogliano aderire. C’è in gioco una libertà fondamentale.

Non facciamocela rubare

Si riparte?...

Alla fine di un periodo intenso (frase falsa, dato che il periodo intenso non è finito e non so se finirà), cerco di riprendere in mano questo blog.

Cosa è successo nel frattempo?

E’ aumentato, e di molto, il carico di lavoro. Ho rifatto il sito principale. Ho avviato una collaborazione importante, con un web designer molto bravo (detto tra parentesi, io mi occuperò di posizionamento e web marketing), ho perso l’intero archivio di Problogging e sto ripartendo a fatica da zero. Ho rifatto anche Problogging.

Le ipotesi di venture capitalism per il progetto eRistoranti sembrano per il momento lontane. Proverò a contattare qualcun altro.

Ho ripreso a scrivere. A occuparmi di scrittura, di lettura, di libri, eccetera. E questo, quanto meno, è un bene per me stesso. Per gli altri, si vedrà.

Ho una storia per la testa. Una storia dura, reale, cruda, che mi è capitata di ascoltare pochi giorni fa. E mi piacerebbe raccontarla. Ci proverò la notte, come ama fare qualcuno che io stimo moltissimo.

A proposito di Remo, ha lanciato l’iniziativa del racconto a quattro mani per il secondo anno consecutivo. Vi andasse di partecipare, credo sia ancora possibile iscriversi.

Ah! Come non citarlo. Scarpa ha vinto lo Strega. Antonio ha scritto a tal proposito un post puntuale che vi consiglio di leggere.

Chiesta la riapertura del processo per l’ass...

Dopo la scandalosa fine del processo per l’assassinio di Anna Politkovskaia (conclusosi, ricordo, con l’assoluzione dei 4 imputati e la non individuazione di un mandante certo), si è fatto avanti - coraggiosamente - un giudice russo che ha chiesto la riapertura delle indagini.

La decisione è arrivata dopo le innumerevoli reazioni e proteste seguite alla chiusura del processo e dopo che gli stessi Stati Uniti avevano fatto pervenire una nota in cui si chiedeva di trovare e punire gli assassini della giornalista.

E così si riparte.

Questo il link alla notizia su repubblica.it

ATAC censura la campagna pubblicitaria di CurrentT...

Le immagini pubblicitarie della nuova campagna pubblicitaria di Current Italia per il programma Vanguard non le ha viste ancora nessuno. Certo è che a Milano sarà possibile vederle presto (la campagna partirà il 26 febbraio), mentre per i cittadini di Roma non sarà possibile vedere alcunchè.

Il motivo della censura? ATAC lo spiega in un comunicato stampa appena diffuso:

OGGETTO: richiesta autorizzazione all’esposizione pubblicitaria dei due soggetti “Bibbia” e “Fucile” della campagna pubblicitaria SKY.

Con riferimento alla richiesta relativa alla campagna in oggetto, pianificata a Roma dal 20 febbraio, ATAC, dopo aver attentamente valutato i probabili impatti sulla sensibilità dei cittadini e della città tutta, ritiene di non poterne dare autorizzazione dell’esposizione sui propri mezzi.

Tale decisione trova fondamento nel difficile momento che la cittadinanza di Roma sta vivendo riguardo alla percezione della sicurezza personale e sociale, in considerazione del quale ATAC non può che coadiuvare l’Amministrazione comunale nell’evitare qualunque elemento che possa ulteriormente aumentare tale disagio.

E’ pertanto, la specifica situazione a costituire la chiave di lettura per l’applicazione dai riferimenti contenuti negli articoli 8 e 46 del vigente Codice di autodisciplina pubblicitaria.

Distinti saluti.

I motivi sono molto ma molto discutibili, almeno secondo il sottoscritto. Soprattutto quel che colpisce è che i contenuti della stessa campagna pubblicitaria vanno bene da una parte (Milano) mentre siano da censurare da un’altra parte (Roma) della stessa Italietta.

Mastella, candidato del Pdl...

Questa non potevo non appuntarmela qui:

(Una delle poche cose certe della vita è che Mastella prima o poi torna. Tipo l’herpes)

Spinoza

Live Facebook e CNN per l’insediamento di Ob...

E’ straordinario poter guardare in diretta l’insediamento di Barack Obama grazie all’infrastruttura messa su da CNN. Bella anche l’integrazione di Facebook che ti permette di discutere della cosa con gli amici in contemporanea.

Il link è questo.

Nel latte della madre. Una splendida poesia di Fil...

[Nessuna presentazione per Filippo Tuena. Se mi seguite, sapete già quanto apprezzi la sua prosa. Oggi ho letto questa sua poesia. E non necessita di un mio giudizio. Su Gaza potrebbe non essere aggiunto altro.]

Nel latte della madre

Prediligo postazioni rialzate,
Battute dal vento, anche se pericolose
Per i colpi vaganti o l’ingordigia dei cecchini
Che prima della fine del turno
Vogliono ancora una volta far centro.

Ma in queste notti arabe
Sono i cumuli di macerie che m’aggradano di più
Perché a volte, sotto, li sento ancora lamentarsi,
Con voce sempre più sottile o insistente pervicacia.

Eppure moriranno entro pochi minuti
Ed è inutile affannarsi a sollevare le pietre,
Scalzare travi, rotolare macigni.

E’ la polvere che li condanna. S’incolla alla gola
O alle ferite sanguinanti e li sigilla come
Statue di gesso o sale. Immobili. Fermàti nel tempo
Come i calchi degli schiavi di Ercolano.

Per esperienza so che, passata l’orda,
Li ritroveranno quando spianeranno le macerie,
Solitamente avvinghiati alle madri.
Del resto il loro mondo era davvero poca cosa:
Un seno un poco avvizzito, un battito rassicurante del cuore.

Askenazita di Bolechov che hai pigiato il bottone,
Palestinese di Hebron che hai caricato il mortaio,
Texano di Dallas che hai il grilletto facile,
Talebano di Kabul che hai il coltello affilato:
Non cucinerai l’agnello nel latte della madre.

Filippo Tuena, 15 gennaio 2009

Guerrilla radio...

C’è un solo posto dove adesso puoi andare per vedere, leggere, informarti, piangere e indignarti. E’ questo.

E tutto quanto proverai, sarà sempre poco meno di niente rispetto alla sofferenza della gente palestinese. Perché la questione non è chi ha tirato i razzi per primo. Queste sono cazzate. La questione è che centinaia e centinaia di donne e bambini e ragazzi stanno morendo e migliaia di altre persone stanno soffrendo, piangendo, provando una paura che rende tutti gli altri discorsi di questo cazzo di mondo inutili. E io ho paura di quel che nasce dalla sofferenza.

Segnalo anche questo documento importantissimo. Grazie a Milvia Comastri e Filippo Tuena.

Quando una libreria chiude...

Avevo letto proprio ieri, nel blog letterario del giornalista spagnolo Juan Cruz, un post dedicato alla chiusura di un’antica libreria, la Libreria Miranda, 104 anni e punto di riferimento per il dibattito letterario e culturale del Tenerife e non solo. Quando chiude una libreria, si diceva ancora in quel post, succede qualcosa alla società intera perché perde un luogo di dibattito, di discussione, di crescita. Questo, che a volte può suonare come sentimentale e fine a se stesso, è certamente vero per tutte quelle librerie che negli anni sono riuscite a costruire un tessuto fitto di relazioni tra persone appassionate e avide di cultura e parole da leggere. In tutti questi casi, credo, è certamente vero che la società (tutta) perde qualcosa.

Così, quando stamattima ho letto il post di Remo sulla chiusura della libreria di Tecla Dozio e poi il post stesso della Dozio (che non conosco personalmente, ma che è come se fosse anche una mia amica in qualche modo), ho pensato che noi tutti stavamo perdendo qualcosa.

Tecla Dozio ha raccontato le difficoltà, i problemi. Una libreria, oggi giorno, sopravvive a fatica. Soprattutto se a qualche chilometro un colosso della grande distribuzione propone bestseller con sconti che vanno dal 15% e la maggiorparte dei tuoi clienti legge un libro l’anno e quel libro è proprio quel bestseller di cui si è parlato anche in TV. Insomma, si capisce subito che è una battaglia difficile. Un’impresa titanica. Una lotta tra gladiatori ed ebrei.

Posso esprimere il mio rammarico (nella comprensione del gesto) e la speranza - enunciata anche da Remo Bassini - che Tecla Dozio ritorni con nuove iniziative. E voglio pure augurare, alla signora del giallo, buon lavoro, per il lavoro che fa come direttrice della collana dei gialli presso la casa editrice Todaro.

Ultima cosa. Tecla Dozio ha messo in vendita i libri posseduti in libreria anche online con lo sconto del 30%. Il sito è questo, http://www.comprovendolibri.it.

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