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Chiesta la riapertura del processo per l’ass...

Dopo la scandalosa fine del processo per l’assassinio di Anna Politkovskaia (conclusosi, ricordo, con l’assoluzione dei 4 imputati e la non individuazione di un mandante certo), si è fatto avanti - coraggiosamente - un giudice russo che ha chiesto la riapertura delle indagini.

La decisione è arrivata dopo le innumerevoli reazioni e proteste seguite alla chiusura del processo e dopo che gli stessi Stati Uniti avevano fatto pervenire una nota in cui si chiedeva di trovare e punire gli assassini della giornalista.

E così si riparte.

Questo il link alla notizia su repubblica.it

Mastella, candidato del Pdl...

Questa non potevo non appuntarmela qui:

(Una delle poche cose certe della vita è che Mastella prima o poi torna. Tipo l’herpes)

Spinoza

Repubblichette...

Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che?
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
Nel senso che…
Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano.
Anche i docenti?
Soprattutto i docenti.
Presidente, il suo è un paradosso, no?
Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.

Senatore Francesco Cossiga, intervista

Io mi chiamo Roberto Saviano...

Nel post precedente, in cui ho parlato della petizione indetta da repubblica.it, ho scritto in un commento che in un paese normale uno scrittore come Saviano non verrebbe attaccato. Anzi. Ho anche detto, scritto, che Saviano non deve diventare un simbolo. I simboli liberano tutti gli altri da qualsiasi responsabilità.

E allora ho detto, scritto, che sono anche io responsabile di quanto ha scritto Saviano. Ho detto di più: io mi chiamo Roberto Saviano.

E poi ho chiesto a voi come vi chiamate. Ha risposto Rita, che ringrazio. Voi potete continuare nei commenti a questo post. Verrete tutti inseriti qui di seguito.

  • Antonio Consoli
  • Rita
  • Silvia Castorina
  • Christiana Held, Amburgo

La petizione per Roberto Saviano | Centomila firme...

Oggi ho firmato la petizione lanciata da Repubblica.it per lo scrittore Roberto Saviano. Su Esquisse ho più volte parlato di Roberto Saviano e di mafia in generale, e chi mi conosce sa quanto stimi il lavoro dello scrittore napoletano e quanto apprezzi in generale chi si occupa di mafia, collusioni con la politica, malaffare e tutto quanto ingessa e affanna questa nostra penisola.

La petizione è stata sottoscritta da sei premi Nobel. Tutti i tg di oggi ne hanno parlato. Dario Fo, Rita Levi Montalcini, lo scrittore turco Pamuk, lo scrittore tedesco Grass, Tutu e Gorbaciov. Le firme raccolte, nel momento in cui scrivo, sono 101635. Un numero sorprendente, data anche la rapidità con la quale gli utenti di Repubblica.it hanno sottoscritto l’appello.

Riporto di seguito il testo dell’appello e vi invito a firmare, se già non l’avete fatto.

Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - “Gomorra” - tradotto e letto in tutto il mondo. E’ minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, “Repubblica”, e di tacere.
Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E’ un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.
Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.

[L'immagine di copertina è tratta da repubblica.it]