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Lello Voce - Intervista a Joumana Haddad...

Fare conoscenza con la poesia e la scrittura di Joumana Haddad, libanese, oggi considerata una delle più importanti autrici arabe contemporanee, significa fare i conti con parole scomode e a volte crudeli, ma avvolgenti, vibranti; parole dai significati e dalle forme capaci di essere sempre là dove il lettore meno si aspetta che siano, impreviste e imprevedibili, taglienti, decisive, graffianti, ma anche sensuali, calde, avvolgenti.
Leggere i suoi versi, in arabo, come in francese, in inglese, o in italiano, lingue in cui pure compone, è accettare di fare i conti con lo stupore del dolore e con la spudoratezza del piacere, con la strozzatura della disperazione e con il respiro della speranza. Per lei poesia è sinonimo di passione, di rischio, di conoscenza e di intenso erotismo.

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La biografia di Joumana Haddad

Repubblichette...

Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che?
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
Nel senso che…
Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano.
Anche i docenti?
Soprattutto i docenti.
Presidente, il suo è un paradosso, no?
Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.

Senatore Francesco Cossiga, intervista