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Segnalazioni | Cinzia Pierangelini e il suo libro ...

Notizie e appuntamenti

Oggi, martedì 26 gennaio 2010, ore 18.00, presso la libreria Feltrinelli di Palermo (Via Camillo Benso Conte di Cavour, 135), Angela Mannino (Giornale di Sicilia) e Francesca Marceca (presidente Agedo Palermo) discuteranno con il pubblico e l’autrice il romanzo di Cinzia Pierangelini, ‘A jatta ed.GBM.

“Alfredo, segretario scolastico in pensione, si innamora di Andrea, una transessuale operata che dopo anni di lontananza rientra in Sicilia, sua terra natale”: Cinzia Pierangelini con “‘A jatta” (Mesogea) racconta una storia d’amore e un universo affettivo su cui l’opinione pubblica continua a dividersi, e che offre numerosi spunti di riflessione sull’opportunità di restituire dignità e identità sociale a chi vive fuori dalla logica eterosessista.


Raul Montanari | Strane cose, domani...

E’ uscito credo a settembre, quest’ultimo romanzo di Raul Montanari. Edito da Baldini Castoldi Dalai, è la storia di un uomo, di un diario ritrovato e degli equilibri dell’esistenza. Che a volte si rompono.

Strane cose, domani è presentato come un thriller. Colpi di scena, senso dell’attesa, scrittura lineare ed efficace.

Io non ho mai letto Montanari. Lo confesso. Ho conosciuto il suo volto in tv, qualche tempo fa, mi pare in un programma del primo pomeriggio. L’ho rivisto da Daria Bignardi, un paio di sere fa. Con il motociclistapiccolorossi che non ho ancora capito se c’è o se ci fa. Parlavano, anche, di questo suo ultimo romanzo. Così, ieri sera, a passeggio lungo la via Etnea (Catania), sono entrato in libreria (la libreria Giunti, quella vicina al Duomo) e ho cercato il volume. 17 euro e 50. Fuori dalle mie tasche, ho pensato subito, ma nessuno mi vieta di leggerne qui qualche pagina. Così ho fatto.

L’inizio è da thriller.

L’uomo vede l’oggetto sulla panchina e rallenta il passo, incuriosito. Finisce per fermarsi, sotto la pioggia che spruzza gli alberi e i vialetti ghiaiosi del parco Sempione.
Si guarda intorno, perché quest’oggetto deve appartenere a qualcuno, ma lì vicino non c’è nessuno. Un tizio legge il giornale sotto l’acqua, tre panche più in là. Due ragazzi si baciano e un platano gli fa da tetto, a una cinquantina di metri. Forse erano seduti sulla panchina e poi si sono spostati al riparo dell’albero? Hanno dimenticato qui questa cosa? Si tocca la bocca, perplesso.
L’uomo è un assassino, ma questo non ha niente a che fare con l’oggetto che sta osservando.

Prosegue così tutto il primo capitolo. Poi la prima persona. Sempre con un linguaggio pulito, semplice, lineare. Scrive bene Montanari. Ora, non ho la minima idea di come stiamo messi ad estimatori, detrattori, scettici, entusiasti. Quel che è certo è che Strane cose, domani parte bene, una spanna sopra il resto dell’immondizia spacciata per letteratura (soprattutto italiana) da qualche anno a questa parte.

Quel che è meno certo è se io riuscirò a trovare i 17 euro e 50 per saldare il prezzo di copertina. Ma questa, è tutta un’altra storia.

Si riparte?...

Alla fine di un periodo intenso (frase falsa, dato che il periodo intenso non è finito e non so se finirà), cerco di riprendere in mano questo blog.

Cosa è successo nel frattempo?

E’ aumentato, e di molto, il carico di lavoro. Ho rifatto il sito principale. Ho avviato una collaborazione importante, con un web designer molto bravo (detto tra parentesi, io mi occuperò di posizionamento e web marketing), ho perso l’intero archivio di Problogging e sto ripartendo a fatica da zero. Ho rifatto anche Problogging.

Le ipotesi di venture capitalism per il progetto eRistoranti sembrano per il momento lontane. Proverò a contattare qualcun altro.

Ho ripreso a scrivere. A occuparmi di scrittura, di lettura, di libri, eccetera. E questo, quanto meno, è un bene per me stesso. Per gli altri, si vedrà.

Ho una storia per la testa. Una storia dura, reale, cruda, che mi è capitata di ascoltare pochi giorni fa. E mi piacerebbe raccontarla. Ci proverò la notte, come ama fare qualcuno che io stimo moltissimo.

A proposito di Remo, ha lanciato l’iniziativa del racconto a quattro mani per il secondo anno consecutivo. Vi andasse di partecipare, credo sia ancora possibile iscriversi.

Ah! Come non citarlo. Scarpa ha vinto lo Strega. Antonio ha scritto a tal proposito un post puntuale che vi consiglio di leggere.

Per chi si è stufato dei romanzi falsi | La stron...

Non ho letto il libro, Giovani promesse di Martino Gozzi. Non avevo intenzione di leggerlo, perchè in un certo senso questo genere di libri ho imparato a conoscerli. Un po’ come è stato per La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. Sono libri dai quali non ti aspetti nulla. E sarebbe buona cosa finirla con il buonismo: sono libri che non servono a nulla tout court, se non ad alimentare l’industria del libro.

Oggi ho letto la splendida stroncatura che del libro di Gozzi si fa sul nuovo (avevo dimenticato di segnalarlo, ma complimenti a quei ragazzi per la ripartenza) Cabaret Bisanzio. Questo è il link.

Per quanto mi riguarda vale la frase pronunciata da non-mi-ricordo-chi: non l’ho letto e non mi piace.

Morto Giuseppe Bonaviri...

Ho appena ricevuto la newsletter che periodicamente Massimo Maugeri invia con gli aggiornamenti da Letteratitudine in cui si riporta la notizia della scomparsa di Giuseppe Bonaviri.

Nel post che Massimo ha pubblicato potrete trovare moltissimi contributi sulla scrittura e i libri di un vero maestro, compresa un’intervista fatta a Bonaviri da Massimiliano Perrotta.

In questi casi è facile abbandonarsi alle iperboli. Ma non è questa la circostanza. Ho amato Bonaviri, ho letto di lui tutto quanto era possibile leggere. Mancherà moltissimo, soprattutto ai suoi parenti e amici. Ma resteranno i suoi libri, le sue opere e un’arte unica, impossibile da imitare.

La forgia del diavolo, il nuovo romanzo di Lilli L...

Nell’estate del 1979 un uomo scompare ad Alassio: inizia così una storia torbida, ricca di colpi di scena, che la misteriosa Angelica racconta via e-mail a Corrado Siniscalchi.  Lui, avvocato noto per difendere elementi della malavita locale e scrittore senza più ispirazione, decide di farne la trama del suo prossimo romanzo. Capitolo dopo capitolo i due scrivono a quattro mani di un delitto efferato, vicende e personaggi che a Corrado appaiono sempre più familiari.
Quando la memoria si squarcia, è troppo tardi per tornare indietro. Scoprire la vera identità di Angelica diventa un imperativo categorico, l’unica chance per salvarsi dalla rovina.

Tra Ponente Ligure, Marsiglia e la Corsica, una vicenda in cui passato e presente, amore e morte si intrecciano in modo inestricabile.

Nuove uscite | Haruki Murakami, After Dark - Einau...

Tokyo, un quartiere che inizia a vivere quando cala il buio, strade dove le insegne di bar e night club restano accese fino all’alba. Dalla mezzanotte alle sette del mattino, alcune persone sono casualmente coinvolte in una squallida vicenda di violenza. All’Alphaville, un love hotel gestito da Kaoru, un’ex campionessa di lotta libera, una giovane prostituta cinese viene picchiata da un cliente che poi fugge. In una caffetteria poco distante, Mari, una diciannovenne studentessa di cinese in cerca di solitudine, sta leggendo un libro; Takahashi, un giovane musicista jazz disinvolto e chiacchierone, vorrebbe attaccare discorso ma si scontra con la sua reticenza. Tuttavia, quando Kaoru cerca qualcuno che faccia da interprete alla prostituta ferita, Takahashi, che con il suo gruppo sta provando in uno scantinato vicino all’albergo, le suggerisce di rivolgersi alla giovane. Mari viene così a contatto con un ambiente a lei estraneo, ma paradossalmente riesce a comunicare con le persone che vi incontra in modo spontaneo e profondo: per la prima volta vince la riluttanza a parlare di Eri, la sorella maggiore, caduta in un letargo volontario dal quale non sembra volersi svegliare. L’immagine della bellissima ragazza che sta per essere inghiottita nel nulla attraverso lo schermo di un televisore apre un pericoloso spazio onirico nel quale rischia in ogni momento di scivolare la realtà.
In bilico tra luce e tenebre - la soglia dove Murakami posiziona l’essere umano, sempre sul punto di essere fagocitato da qualche oscura forza malevola -, Mari parte dal difficile rapporto con la sorella per ritrovare un’affettività rimossa. E intanto scopre in Takahashi, ragazzo solido e sensibile, un valido interlocutore. Tra i due giovani nasce l’abbozzo di un sentimento delicato che nella torbida atmosfera di quelle ore ha una rincuorante freschezza.

Visita il sito Einaudi

Nuove uscite | Giuseppe Genna - Italia De Profundi...

E’ alle mie spalle fosforescente il mare incontenibile del Capo, nella punta più tempestuosa della Sicilia. Qui il re Federico II si salvò ammarando. Il sole scotta l’epitelio dell’acqua, il sole immaturo del primo mattino che sono qui. La furia delle acque implode, io digrigno i denti. A favore di sole l’eritema sulla mia pelle sfruttata si allarga. Non indosso occhiali. La cala larga è vuota, umida la spiaggia, fastidiosa la sabbia raggrumata fredda, davanti a me è la barriera del supramonte di Cefalù. Posso distinguere nitidi i lati erosi dell’Abbazia di Satana detta Thelema. Il mio capo resta fissato al di sopra del cielo. Non smetto di scolpire la mia propria statua. Vedo l’Italia. Vedo me. Non sono io.

Poiché per me la sua luce è terribile e la sua bellezza immortale mi estenua, dove sto, Italia, è un luogo che ho disimparato ad amare. Cieco tra ciechi mi muovo come le immagini note agli scrittori, e che ormai mi sfiancano: un felino in attesa dell’assalto, proprio o dell’animale avversario; una talpa che rientra con cautela nel terriccio smosso e umido della tana, sporgendo il muso nero e lucido; una blatta inconsapevole che percorre il cono d’ombra proiettato dalla suola di scarpa che grava da sopra, prima dello schiacciamento, del luccichio finale dell’esoderma.
Sono un mammifero esausto nella luce terribile italiana.

Il sito dedicato

Letture | I racconti del ripostiglio, Claudio Mart...

Ho ricevuto questo romanzo (insieme di racconti) parecchio tempo fa. Con dedica, di Claudio Martini. Lo ricevetti subito prima che il lutto di cui dissi a suo tempo colpisse la mia famiglia. La vita, gli impegni, il lavoro, la scrittura, mi allontanarono dalla lettura per moltissimo tempo. Conclusi la lettura del romanzo di Claudio solo molto tempo dopo. E con un ritardo ancora più grande mi accingo a pubblicare le mie personali osservazioni, la mia lettura.

Premessa: Claudio Martini è uno psicologo e non è nuovo alla narrativa. In precedenza aveva pubblicato altri due libri, con Besa, oltre a saggi e testi di carattere scientifico. Claudio è nato al sud (Taranto), ma si è subito trasferito a Torino con la famiglia quando aveva ancora due anni. Claudio è una persona con  una notevole cultura e passione per la parola. Ne I racconti del ripostiglio tutto questo traspare.

Purtroppo del libro in sè non posso scrivere molto. Se è vero che è un viaggio all’interno della mente di un uomo, se è vero che racconto dopo racconto si disvela quella che poi sarà una ricerca psicologica dell’essere e un viaggio nella memoria e nei ricordi, è altrettanto vero che man mano che i racconti scivolano via, la vicenda globale si infittisce e complica. E appassiona. Una buona scrittura, non molto rapida ma dal carattere riflessivo e molto profondo utile a catturare l’attenzione del lettore, anche il più esigente che potrà ritrovare nel testo diversi piani di lettura e di decifrazione di un messaggio che arriverà solo alla fine, inaspettato.

Claudio è ancora in giro a presentare questo suo libro, nonostante sia uscito da qualche tempo. Potete cogliere l’occasione per incontrarlo, o semplicemente potete acquistarne una copia. Ne varrà senz’altro la pena.

Cacciatore di mafiosi, Mondadori | La lettura di A...

Segnalo questa bella recensione di Antonio Pagliaro al libro Cacciatore di mafiosi edito da Mondadori, libro che cercherò di leggere al più presto.

Recensione fulmine per chi va di fretta: questo è il più bel libro di mafia che io abbia letto negli ultimi anni. Segue recensione non fulmine.

Pietro Romeo, soldato di Leoluca Bagarella, non intende “farsi l’incastru pi ’sti quattru cornuti”. E’ in stato di fermo davanti al procuratore Sabella. Pietro Romeo è un gigante, pesa più di cento chili. Si capisce subito che può uccidere a mani nude. Questo, infatti, era il suo compito: strangolare. Adesso è di fronte alla scelta: ergastolo o collaborazione. E decide di collaborare. Romeo è un uomo forte che racconta di aver avuto paura una sola volta. Prima di affiliarsi a Cosa nostra era un ladro. A Bagheria ruba un camioncino di sigarette e, nella fuga, dimentica il cassone semiaperto. Quando incrocia un corteo funebre, accelera per evitarlo. Non ci riesce: la maniglia dello sportello spalancato aggancia una corona di fiori - “Per il mio amato cognato” - e la trascina con sé. I parenti del morto iniziano un folle inseguimento. “Ammazzatilu ’stu crastu”. Romeo è terrorizzato, abbandona il camion e riesce a dileguarsi. Convinto di avere attratto su di sé una grande sfortuna, sull’episodio non dormirà a lungo. Poi entra in Cosa nostra e inizia la carriera di omicida senza armi, fino alla cattura e al pentimento. Romeo collabora e fa prendere tre latitanti la stessa notte del suo arresto. A Roma, fa recuperare un quintale di esplosivo. T4 e semtex destinati, nell’ambito della “trattativa” del 1993, alla Torre di Pisa. “Se un giorno Pisa si trovasse senza la Torre” si raccontavano i capimafia... continua

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