Per chi volesse aprire altre “Case PoundR...
Per chi volesse aprire altre “Case Pound“, oltre quella storica di Roma e quella aperta da poco a Parma, consiglio la lettura di questo articolo del sempre intelligente Beppe Sebaste.
Per chi volesse aprire altre “Case Pound“, oltre quella storica di Roma e quella aperta da poco a Parma, consiglio la lettura di questo articolo del sempre intelligente Beppe Sebaste.
Questo è un nuovo blog. Questo è un personaggio letterario. Sono appena nati. Entrambi.
Come recita il titolo, sto scrivendo un racconto. La reazione vostra (normalissima) dovrebbe essere del tipo: e a me cosa importa!
Avete ragione. Solo che dal mio punto di vista, analizzando bene gli ultimi 3 - 4 anni, è una grande notizia. Non scrivo niente che abbia un inizio, una continuazione e una fine da troppo tempo, perché questo fatto rimanga nel silenzio. Ecco quindi che ho deciso di scriverlo qui, che è il blog dove mi faccio i fatti miei.
Buona domenica sera a tutti.
E’ uscito credo a settembre, quest’ultimo romanzo di Raul Montanari. Edito da Baldini Castoldi Dalai, è la storia di un uomo, di un diario ritrovato e degli equilibri dell’esistenza. Che a volte si rompono.
Strane cose, domani è presentato come un thriller. Colpi di scena, senso dell’attesa, scrittura lineare ed efficace.
Io non ho mai letto Montanari. Lo confesso. Ho conosciuto il suo volto in tv, qualche tempo fa, mi pare in un programma del primo pomeriggio. L’ho rivisto da Daria Bignardi, un paio di sere fa. Con il motociclistapiccolorossi che non ho ancora capito se c’è o se ci fa. Parlavano, anche, di questo suo ultimo romanzo. Così, ieri sera, a passeggio lungo la via Etnea (Catania), sono entrato in libreria (la libreria Giunti, quella vicina al Duomo) e ho cercato il volume. 17 euro e 50. Fuori dalle mie tasche, ho pensato subito, ma nessuno mi vieta di leggerne qui qualche pagina. Così ho fatto.
L’inizio è da thriller.
Prosegue così tutto il primo capitolo. Poi la prima persona. Sempre con un linguaggio pulito, semplice, lineare. Scrive bene Montanari. Ora, non ho la minima idea di come stiamo messi ad estimatori, detrattori, scettici, entusiasti. Quel che è certo è che Strane cose, domani parte bene, una spanna sopra il resto dell’immondizia spacciata per letteratura (soprattutto italiana) da qualche anno a questa parte.
Quel che è meno certo è se io riuscirò a trovare i 17 euro e 50 per saldare il prezzo di copertina. Ma questa, è tutta un’altra storia.
Un bell’articolo a firma Leonardo Guzzo su Leonardo Sciascia. Pubblicato su Il primo amore.
Vincere la mafia richiede lo sforzo di vincere due volte. Vincerla e staccarsene nettamente, schiacciarla affermando una superiore dignità, un primato morale. Per questo, crede Sciascia, i nemici della mafia non possono venir meno all’humanitas, derogare alle regole e al governo della ragione. Per questo, fino a quando il Paese non si assoggetterà a una morale che la giustizia per prima accolga e rappresenti, la mafia non sarà battuta.
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E poi bisognerebbe tornare a leggere. Partendo, magari, da quella pila che giace da qualche anno sulla scrivania e che cresce giorno dopo giorno.
Cercare una via tra le tante, e forse perdersi.
Da queste parti è sorta la necessità di un periodo (indefinito) di silenzio e riflessione.