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Diritto alla rete...

Lettura. Da Erri De Luca a Miller passando per Gio...

Henry Miller e il suo inedito diario Parigi - New York Andata e Ritorno, pubblicato da Minimum Fax, è la mia lettura attuale.

A un genio non si dovrebbe permettere di fare la fame. Dovrebbe fare la fame a metà, o a tre quarti. Gli serve solo quel poco di nutrimento per riempire a metà un cestino del pane, ma quel poco gli serve sul serio.

Bella lettura, davvero.

Le prossime saranno Giorgio Vasta e il suo Tempo materiale, seguito dall’ultimo Erri De Luca e un Avoledo d’annata, Mare di Bering.

Letture sul web, invece: consiglio di seguire il censimento del web letterario proposto dal grande Tonino Pintacuda nelle colonne del suo Pupi di Zuccaro (suo e di tutta redazione). E poi i racconti a quattro mani pubblicati nel blog di Remo  Bassini, già i primi dovrebbero essere online.

Per quanto riguarda la scrittura, diciamo che sto finendo un racconto e impostando la storia di cui parlavo alcuni post fa.

Difficile da inquadrare bene, questa storia. Chiaro il contesto, o comunque molto più chiaro del resto, un po’ sfocata la direzione, o le direzioni. Il tema c’è, così come i personaggi. Insomma, lavori in corso.

E voi? Cosa state leggendo o scrivendo?

Il suo nome era Neda...

Le immagini che potrete vedere qui di seguito (che sono forti, molto forti.) mi hanno imposto di ritornare a scrivere su questo blog.

Il suo nome era Neda. Un proiettile, sparato da un cecchino, l’ha colpita a morte alle 19:05 di ieri. Neda era con suo padre, era scesa in strada per guardare la protesta, la rivolta, quando quel basij ha mirato al suo cuore e ha premuto il grilletto della sua arma. Neda è subito caduta al suolo, gli occhi aperti che guardavano intorno per pochi secondi di agonia. Occhi rimasti aperti anche quando il sangue è fuoriuscito dalla sua bocca. Immagini orrende. Di una giovane donna che  perde la vita in un paese dove di donne in strada a protestare non se ne sono mai viste molte.

Il video è duro da guardare. Così come mi colpisce la casualità della morte e dell’orrore. Una ragazza colpita a caso nel mucchio. Una ragazza colpita a caso mentre guardava la libertà.

E 15: il Nuovo Messico dice stop alla pena di mort...

Con un provvedimento di mercoledì firmato dal suo governatore, il Nuovo Messico è diventato il 15° stato americano ad aver abolito la pena di morte. Cinque giorni prima, il Senato dello Stato aveva votato un testo proprio sull’abolizione della pena capitale, 24 contro 18 voti contrari. Non una larga maggioranza, quindi, né un plebiscito (come ci si aspetterebbe da uno stato moderno e civile), ma un provvedimento che è diventato comunque legge grazie alla firma del governatore democratico Richardson (che poteva comunque porre il veto).

Un percorso lungo, quello del sessantunenne Richardson, che pur avendo sempre ritenuto la pena di morte un provvedimento giusto per i crimini più violenti, ha ripensato al tema nel corso degli ultimi sei anni del suo mandato, arrivando a mettere in discussione le sue vecchie idee.

Marsiglia. Uno...

Il primo giorno a Marsiglia è quasi trascorso. Nella casa dove siamo ospitati stasera fa un po’ freddo, ma oggi è stata tutto sommato una bella giornata se si escludono le nuvole che hanno coperto il cielo mentre passeggiavamo lungo i marciapiedi del porto.

Casa. Una residenza per artisti nel cuore del quartiere arabo, Belsunce, a pochi passi dalla stazione centrale, la Gare de Saint-Charles. Due stanze (cucina e camera da letto) e un piccolo bagno in cui si è trovato posto solo per il gabinetto, il piatto doccia e un lavabo. Per il bidet, si sa, da queste parti non vanno matti. Da questo posto sono passate generazioni di artisti legati all’Atelier Brouillard-Précis, centro attivo negli anni ‘90 nella realizzazione di progetti di video-arte e da cui sono passati anche molti italiani. Cosa ci faccio io qui, che non mi occupo naturalmente di cinema, è un’altra storia che magari presto vi racconterò.

Il quartiere, a quest’ora, è silenzioso. Sotto casa c’è una moschea, un paio di boulangerie, negozi di elettronica e di abbigliamento. Di giorno, sono tutti presi nei loro traffici. Vendite, accordi, diatribe, viene tutto fatto alla luce del sole. In una piazzetta vicino si riuniscono invece i più anziani che passano le loro giornate chiacchierando e rimproverando i ragazzini che giocano a calcio poco distante.

Il quartiere è molto povero. E pieno di polizia. Pare che da quando il Sarko tanto odiato si è insediato all’Eliseo, da queste parti fiocchino multe, sanzioni, e una maggiore aggressività nei confronti degli  immigrati di colore. Basta poi percorrere qualche centinaio di metri, e raggiungere il quartiere Le Panier o la zona del porto o più in là ancora, per accorgersi che di arabi non si trova quasi più traccia; spariscono le barbe, i vestiti lunghi e al posto di queste spuntano valigie, cellulari, cravatte, negozi costosi e molte macchine di grossa cilindrata.

Questo post, adesso, è scritto molto di corsa. Potrei, naturalmente, continuare a scrivere a lungo, perché ci sono moltissime cose di cui scrivere, ma non lo faccio perchè ho iniziato a mettere tutto in prosa. Vi aggiornerò, nell’ipotesi in cui la cosa vi interessi, ancora. Scriverò altri post di questo tipo. E magari nel prossimo vi racconterò di un ottimo distillato alle prugne bevuto ieri notte in casa di un eccentrico regista cinquantenne, vecchio amico di Mario Rigoni Stern.

Alla prossima.

Wired Italia. Da oggi in edicola e in abbonamento...

E’ iniziata oggi la distribuzione Wired Italia, edizione nostrana del noto mensile fondato a San Francisco nel 1993 (pensate un po’) da un italiano, Luis Rossitto.

L’edizione italiana è diretta da Riccardo Luna, che ha fatto un ottimo lavoro di pre-lancio sul web, utilizzando Twitter, Facebook, Friendfeed per condividere informazioni e rispondere direttamente alle domande dei suoi futuri lettori.

Certo, quella di Wired è una sfida molto interessante. Il mondo oggi percorre la strada inversa. Dalla carta passa al web, taglia, riduce, ottimizza. Wired Italia è invece una rivista di ottima qualità (sono abbonato naturalmente), 250 pagine (di cui 80 sono dedicate alla pubblicità, ma deve pur vivere) e moltissimi argomenti trattati con il taglio e lo stile già letto nell’edizione americana.

Un progetto interessante, dunque, cui io auguro vita longeva.

Per chi volesse approfondire, questo è il sito della rivista da cui è possibile pure risalire alla pagina Abbonamenti.

AntonioConsoli.it. La nuova versione è finalmente...

Ho appena messo online la nuova versione del sito che racchiude tutte le mie attività in rete. A metà tra una lista di servizi che sono in grado di offrire alle aziende e il mio portfolio, per il nuovo sito ho utilizzato un prodotto sperimentale del geniale Greg Johnson.

I commenti sono come sempre ben accetti! :)