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Nasce a Ragusa l’associazione Giovanni Spamp...

Ho letto oggi nelle pagine del sito LSDI una notizia molto interessante. A Ragusa è nato l’archivio Giovanni Spampinato, il giornalista dell’Ora di Palermo ucciso a soli 25 anni dalle armi mafiose.

L’Associazione Giovani Spampinato ha deciso di creare a Ragusa un archivio di documenti, cartaceo e digitale, di facile consultazione, accessibile on-line, nel quale raccogliere: gli articoli pubblicati da Giovanni Spampinato sul giornale L’Ora nel periodo 1968-1972; salto gli articoli di altri giornalisti sugli stessi avvenimenti; la collezione dei giornali locali dell’epoca; atti parlamentari, pubblicazioni, libri, fascicoli, incartamenti processuali, fotografie e ogni altra documentazione utile a descrivere gli episodi di violenza politica, le attività eversive, i traffici illeciti e i fatti di sangue che si verificarono in quegli anni nella provincia di pergamenaRagusa, nella vicina Siracusa e in altre parti della Sicilia.

Una iniziativa preziosa che merita di essere diffusa e conosciuta.

In particolare, vi consiglio intanto la lettura di questo: Il cronista che scriveva tutto. Credo che ne sia proprio bisogno, di letture simili.

Sciascia e l’antimafia...

Un bell’articolo a firma Leonardo Guzzo su Leonardo Sciascia. Pubblicato su Il primo amore.

Vincere la mafia richiede lo sforzo di vincere due volte. Vincerla e staccarsene nettamente, schiacciarla affermando una superiore dignità, un primato morale. Per questo, crede Sciascia, i nemici della mafia non possono venir meno all’humanitas, derogare alle regole e al governo della ragione. Per questo, fino a quando il Paese non si assoggetterà a una morale che la giustizia per prima accolga e rappresenti, la mafia non sarà battuta.

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Leonardo Sciascia - Cultura e mafia in Sicilia...

21 giorni...

Muore Haddish, che ha vent’anni, ed è il prino. Continua a vomitare da ventiquattr’ore, sta male, si lamenta prima della fame poi solo della sete. “Mai”, acqua. Lo ripete continuamente. Anche Titti ripete “mai” nella testa, c’è solo acqua intorno a loro, eppure stanno morendo di sete, non riescono a pensare ad altro. Due ragazzi, Biji e Ghenè, si danno il turno a sorreggere Haddish, altri fanno il turno in piedi per lasciargli lo spazio per distendersi, uno sale persino sul motore. Dopo il tramonto tutti lo sentono piangere, urlare, gemere, poi non sentono più niente e non sanno se si è addormentato o se è morto. “E’ arrivato - dice all’alba Ghenè - noi siamo in viaggio e lui è arrivato”. I due giovani prendono Haddish per le spalle e per i piedi, dopo avergli tolto le scarpe, e lo gettano in mare. Le ragazze piangono, una donna canta una nenia sottovoce.

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Pescare corpi in mare. Le storie dei pescatori di ...

Se sei un pescatore e il tuo peschereccio naviga in lungo e in largo le acque del Canale di Sicilia, l’incontro con la morte, con il pericolo, è un’esperienza comune.

Nell’ottimo sito Terre Libere, il racconto di questa esperienza.

Ci troviamo nel passaggio. È la nostra zona di pesca, e la loro zona di transito”. Quasi ogni giorno i pescatori del Canale di Sicilia incrociano le barche dei migranti al largo di Lampedusa. E sempre più spesso sostituiscono Guardia Costiera e Marina militare in difficili salvataggi. L’ultimo è avvenuto lo scorso 28 novembre 2008. Col mare in burrasca e onde alte otto metri, cinque equipaggi siciliani hanno coraggiosamente soccorso 650 persone. Per incontrare i protagonisti di quel salvataggio, sono andato a Mazara del Vallo, primo distretto della pesca in Italia. E ho scoperto che non è la prima volta. Negli ultimi anni i pescatori mazaresi hanno salvato la vita a centinaia di uomini e donne. Le loro sono storie incredibili, di uomini ripescati in alto mare, a mollo da ore, aggrappati alla chiglia di un gommone affondato…

continua

Quando una tessera è meno che niente. Pino Maniac...

Pino Maniaci lavora a TeleJato, l’emittente di Partinico (Palermo) diretta da Riccardo Orioles che - unica - rompe di continuo le scatole a mafia, mafiosi e politica corrotta.

Pino Maniaci è Giornalista con la g maiuscola. Ma Pino Maniaci una tessera all’ordine dei giornalisti non ce l’ha. E nemmeno la vuole, laddove di giornalisti veri con tessera non ce ne sono poi molti. Lui è uno che il mestiere lo pratica tutti i giorni, denunciando, scrivendo, sferzando e ancora denunciando. Non c’è bisogno di aggiungere altro: il suo lavoro da fastidio a molti. Così l’accusa di esercizio abusivo della professione (giornalistica), dalla quale dovrà difendersi in un pubblico processo l’8 maggio prossimo, appare più come uno degli ultimi stratagemmi per costringere Pino Maniaci al silenzio.

C’è da aggiungere che Pino Maniaci aveva dovuto difendersi anche in passato da un’accusa simile, quando un dipendente comunale lo aveva denunciato. In quell’occasione l’articolo 21 della nostra Costituzione (quello che non dovremmo mai dimenticare di difendere) lo aveva messo al riparo dallo sgarro.

Particolare: la denuncia, questa volta, è pure risultata anonima.

L’associazione Articolo21 ha lanciato una campagna: La mia tessera per Maniaci. Io non ho tessera, ma ne avessi una sarebbe di sicuro per Pino Maniaci.

Infine, il ritorno...

E alla fine sono tornato in patria. Lasciando una città, Marsiglia, che probabilmente non si lascia mai davvero. Prima di questo viaggio avevo letto diverse cronache da Massilia (il nome antico) e tutte più o meno ponevano in evidenza un fatto: Marsiglia è una città che in qualche modo ti entra dentro.

I motivi possono essere diversi. Ciascuno la vive secondo la sua sensibilità, esperienze precedenti, emozioni, visioni, sogni, eccetera. Io ho trovato diversi punti di ancoraggio, diversi punti fermi che mi fanno dire ancora oggi di non aver mai lasciato le vie intorno alla Canebiere in direzione autostrada. E, forse, più di altri, mi sono rimasti dentro i quartieri più popolari, Belsunce e il Panier. Le stradine, la gente, i ragazzini, le moschee piene di fedeli, le chiese cattoliche tremendamente deserte e meta solo di turisti, i palazzi in decadenza con le persiane che quasi cadono a pezzi, le scale interne che si attorcigliano su se stesse sempre uguali sia che ti trovi in Rue Françis de Pressensé o in Rue Paradis e Rue de Rome. I cortili, i tetti presi a dimora dai gabbiani, i barboni, i pazzi, le donne coperte dal velo e i ricchi che passeggiano per le vie importanti del centro dove di poveri non ne vedi più nemmeno l’ombra, poveri che solo nell’ombra di una città a volte dura possono continuare a vivere.

Poi c’è Aragon. Ormai stabilmente con me. Da un bouquiniste molto simpatico e colto ho trovato sei libri dell’autore de La Semaine Sante e Les Beaux Quartieres a un ottimo prezzo. E poi ci sono  tante altre vicende che non racconterò mai perché giusto che sia così. Storie che ti sembra non possano mai accadere se non in un film o in un romanzo e che in qualche modo, anche se da lontano, ti toccano nel profondo e ti fanno riflettere. Ti fanno guardare ad altro.

Ma non posso certo esaurire Marsiglia in uno o più post di un blog. Non posso e non voglio. Ora che mi ritrovo qui alla mia scrivania, penso solo alla prossima volta che ci tornerò.

ATAC censura la campagna pubblicitaria di CurrentT...

Le immagini pubblicitarie della nuova campagna pubblicitaria di Current Italia per il programma Vanguard non le ha viste ancora nessuno. Certo è che a Milano sarà possibile vederle presto (la campagna partirà il 26 febbraio), mentre per i cittadini di Roma non sarà possibile vedere alcunchè.

Il motivo della censura? ATAC lo spiega in un comunicato stampa appena diffuso:

OGGETTO: richiesta autorizzazione all’esposizione pubblicitaria dei due soggetti “Bibbia” e “Fucile” della campagna pubblicitaria SKY.

Con riferimento alla richiesta relativa alla campagna in oggetto, pianificata a Roma dal 20 febbraio, ATAC, dopo aver attentamente valutato i probabili impatti sulla sensibilità dei cittadini e della città tutta, ritiene di non poterne dare autorizzazione dell’esposizione sui propri mezzi.

Tale decisione trova fondamento nel difficile momento che la cittadinanza di Roma sta vivendo riguardo alla percezione della sicurezza personale e sociale, in considerazione del quale ATAC non può che coadiuvare l’Amministrazione comunale nell’evitare qualunque elemento che possa ulteriormente aumentare tale disagio.

E’ pertanto, la specifica situazione a costituire la chiave di lettura per l’applicazione dai riferimenti contenuti negli articoli 8 e 46 del vigente Codice di autodisciplina pubblicitaria.

Distinti saluti.

I motivi sono molto ma molto discutibili, almeno secondo il sottoscritto. Soprattutto quel che colpisce è che i contenuti della stessa campagna pubblicitaria vanno bene da una parte (Milano) mentre siano da censurare da un’altra parte (Roma) della stessa Italietta.

Bombasicilia è morta...

Appare così da ieri il sito di Bombasicilia. Listato in nero e con un breve comunicato che annuncia la recente morte di un portale che ha vissuto anni di splendore, vero punto di riferimento per tutti i macchiafogli siciliani e non.

Certo, chi ne faceva parte non è rimasto con le mani in mano a vedere la Creatura agonizzare.

Qualcosa è quindi già in preparazione. A partire da un indirizzo mail (balzasicilia[at]gmail.com) presso cui potete scrivere per qualsivoglia evenienza.

Guerrilla radio...

C’è un solo posto dove adesso puoi andare per vedere, leggere, informarti, piangere e indignarti. E’ questo.

E tutto quanto proverai, sarà sempre poco meno di niente rispetto alla sofferenza della gente palestinese. Perché la questione non è chi ha tirato i razzi per primo. Queste sono cazzate. La questione è che centinaia e centinaia di donne e bambini e ragazzi stanno morendo e migliaia di altre persone stanno soffrendo, piangendo, provando una paura che rende tutti gli altri discorsi di questo cazzo di mondo inutili. E io ho paura di quel che nasce dalla sofferenza.

Segnalo anche questo documento importantissimo. Grazie a Milvia Comastri e Filippo Tuena.

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